A due giorni di distanza, con abbastanza tempo per pensare, posso esternare le mie sensazioni. Voi, poveri inetti, avete trovato la scusa giusta per far passare me per psicopatica, affondandomi nel torto e negli insulti ogni volta che ritenete opportuno averla vinta su di me.
Sfruttare la mia condizione di salute, le crisi di panico dovute agli squilibri chimici della mia malattia e il mio nervoso da stress, per mettermi a tacere vi qualifica come vermi striscianti senza possibilità di appello. Che foste frustrati del cazzo, pronti a mettere i bastoni tra le ruote pur di spuntarla moralmente e sentirvi vincenti nella classifica dei perdenti, era noto da tempo.
Che poi anche l'inqualificabile omuncolo a cui mi accompagno si allei con coloro che ha sempre criticato per affibbiarmi la solita nomea di pazza, è l'ultima tessera del puzzle che qualifica chi mi sono scelta.
Non basta avere sempre ragione, sentirsi i più furbi, viziati, intelligenti ed altezzosi: c'è l'esigenza di ricorrere anche ai mezzucci. Le telefonatine in sintonia con mia madre (siete così carini che potreste scoparvi), i bisbiglietti con quell'impicciona dell'altra madre (stanca di salvare matrimoni che falliscono? È la tua punizione per credere nelle stronzate che la tua chiesa ti propugna, lo sai?) rendono il tutto ancora più divertente da osservare cinicamente.
Sono certa che a Natale, festucola simbolo dei vermi striscianti della società, vi sentirete più uniti nel vostro tiepido squallore da persone medie (tutta l'intelligenza del mondo non ti rende una persona migliore, segnatelo per le prossime cretine che ammalierai) mentre la Pazza si farà i cazzi propri.
Mi avete così stancata con le vostre idiozie da poveracci, così svuotata con la vostra invidia, le vostre cattiverie e il vostro ingiustificato senso di superiorità che per me potete tutti sprofondare nella melma che vi contraddistingue. Anche Alda Merini era considerata una pazza, ma qualcuno la ricorda per ciò che ha fatto. Voi non sarete altro che "la canticchiante e danzante merda del mondo".
Correte a festeggiare il vostro dio porco, divertitemi con le patetiche scenette di cui siete capaci. Anche quando mi passerà la rabbia, avrò sempre questa visione di voi. Saprò che sarete sempre capaci di ricorrere ai mezzucci pur di mettermi a tacere, che sarete capaci di bisbigliarvi quanto io sia Pazza per escludermi dal vostro patetico modus vivendi, per schiacciarmi come uno scarafaggio davanti alla vostra superbia da persone mediocri.
Non basta l'amore e il legame a mandar giù l'impressione che fate, non basterebbe tutta la compassione che il Dalai Lama propugna. Non bastano i regali materiali, viscidi come voi, né le attenzioni facili di quando tutto va bene. È quando le cose vanno male che vi dimostrate per quel che siete, è quando vi affannate che le maschere cadono e i vostri insulti conditi da risolini isterici sfrecciano come proiettili.
Meglio Pazza che come voi. Meglio violenta e isterica che subdola intrisa di ribollente squallore come voi. Datemi pure per scontata, come se una deboluccia cretina ignorante come me non potesse mollarvi nel vostro affannarvi, ma se non ci fosse la piccola io sarei oggi stesso via, proprio come ho fatto a Sabadell.
Ho fatto un incubo zio, ero te.