To her own reflection, she says, "I will hold on"

Iome

 

Aggiornamenti dal fronte: 

Attualmente sono a 11 articoli scritti col cervello in guerra civile con sé stesso. Con un po' di esercizio un giorno, se mi lobotomizzassero, potrei continuare a portare lo stipendio a casa.  

La mefistofelica presenza lavorativa, il mio personale inferno, si è trasformato in una piacevole presenza. O sono tremendamente messa male io, o lui è tornato veramente preso bene dalle vacanze o, più probabilmente, entrambe le cose. 

Rimango qui ad aspettare Chiarina mentre vengo inondata di adesivi che pubblicizzano i CAPI SUPREMI, guardo il mio barattolo regalo e ascolto musica riprovevole. Tra il melenso adolescenziale e lo straziante metallaro.

Non so se sia l'aria rarefatta in redazione o se si sia rarefatto il mio cervello, ma ho una strana sensazione di ovattata demenza. Dal trovarmi in bagno a parlare di Skype col Mucci, a Paolo che mi scambia per una straniera, a uno dei capi che improvvisa un balletto sulla suoneria di Gloria Gaynor di qualche pazza dell'ufficio. 

Quando mi hanno chiesto come fosse andata a Tenerife mi è sembrato di essere mille anni lontana da quei giorni, ed era solo settimana scorsa. Da un eccesso all'altro, la chimica è potente. La mia emotività non molto, per la verità. 

Devono avermi vista stranita, mi è stato appena passato un bicchiere pieno fino a metà di liquore all'alloro. Sia benedetto l'alcool, soprattutto sul posto di lavoro. Siano benedetti gli alti e i bassi, che senza bassi non ci sarebbero gli alti. 

Se anche Mucci oggi soffre, allora non è giornata. Sufference is sufference.

Dico cose

Io

Ogni tanto dico cose. Poi mi fermo un attimo, penso e mi dico: EH??

Non capisco come il mio cervello possa concepire e metabolizzare determinate frasi. Mi stupisco di come io non abbia un repentino meccanismo di autoconservazione in questi momenti!

Torno a lavorare vah.

Oggi sento distintamente di amare i miei amici. Credo di non aver mai riso tanto per così tante cazzate sparse in un solo pomeriggio. 

Ciò che siete

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A due giorni di distanza, con abbastanza tempo per pensare, posso esternare le mie sensazioni. Voi, poveri inetti, avete trovato la scusa giusta per far passare me per psicopatica, affondandomi nel torto e negli insulti ogni volta che ritenete opportuno averla vinta su di me. 

Sfruttare la mia condizione di salute, le crisi di panico dovute agli squilibri chimici della mia malattia e il mio nervoso da stress, per mettermi a tacere vi qualifica come vermi striscianti senza possibilità di appello. Che foste frustrati del cazzo, pronti a mettere i bastoni tra le ruote pur di spuntarla moralmente e sentirvi vincenti nella classifica dei perdenti, era noto da tempo.

Che poi anche l'inqualificabile omuncolo a cui mi accompagno si allei con coloro che ha sempre criticato per affibbiarmi la solita nomea di pazza, è l'ultima tessera del puzzle che qualifica chi mi sono scelta. 

Non basta avere sempre ragione, sentirsi i più furbi, viziati, intelligenti ed altezzosi: c'è l'esigenza di ricorrere anche ai mezzucci. Le telefonatine in sintonia con mia madre (siete così carini che potreste scoparvi), i bisbiglietti con quell'impicciona dell'altra madre (stanca di salvare matrimoni che falliscono? È la tua punizione per credere nelle stronzate che la tua chiesa ti propugna, lo sai?) rendono il tutto ancora più divertente da osservare cinicamente.

Sono certa che a Natale, festucola simbolo dei vermi striscianti della società, vi sentirete più uniti nel vostro tiepido squallore da persone medie (tutta l'intelligenza del mondo non ti rende una persona migliore, segnatelo per le prossime cretine che ammalierai) mentre la Pazza si farà i cazzi propri.

Mi avete così stancata con le vostre idiozie da poveracci, così svuotata con la vostra invidia, le vostre cattiverie e il vostro ingiustificato senso di superiorità che per me potete tutti sprofondare nella melma che vi contraddistingue. Anche Alda Merini era considerata una pazza, ma qualcuno la ricorda per ciò che ha fatto. Voi non sarete altro che "la canticchiante e danzante merda del mondo". 

Correte a festeggiare il vostro dio porco, divertitemi con le patetiche scenette di cui siete capaci. Anche quando mi passerà la rabbia, avrò sempre questa visione di voi. Saprò che sarete sempre capaci di ricorrere ai mezzucci pur di mettermi a tacere, che sarete capaci di bisbigliarvi quanto io sia Pazza per escludermi dal vostro patetico modus vivendi, per schiacciarmi come uno scarafaggio davanti alla vostra superbia da persone mediocri.

Non basta l'amore e il legame a mandar giù l'impressione che fate, non basterebbe tutta la compassione che il Dalai Lama propugna. Non bastano i regali materiali, viscidi come voi, né le attenzioni facili di quando tutto va bene. È quando le cose vanno male che vi dimostrate per quel che siete, è quando vi affannate che le maschere cadono e i vostri insulti conditi da risolini isterici sfrecciano come proiettili.

Meglio Pazza che come voi. Meglio violenta e isterica che subdola intrisa di ribollente squallore come voi. Datemi pure per scontata, come se una deboluccia cretina ignorante come me non potesse mollarvi nel vostro affannarvi, ma se non ci fosse la piccola io sarei oggi stesso via, proprio come ho fatto a Sabadell. 

Ho fatto un incubo zio, ero te. 

The Quiet Things That No One Ever Knows

19

Lavorare è diventato sempre più difficile da due giorni a questa parte. Ho il cervello in totale nebbia, ho dei pensieri, non ho la chimica dalla mia parte. L'eutirox va lento e la chimica del cervello è in totale autogestione.

Ieri notte mi sono dimenticata di trangugiare determinate sostanze, ma alle 2 e 50 di notte dopo i 2 cocktail+shottino alla mela non avevo coraggio di tentare il mischione. Ho però finalmente dormito, anche se angosciata e confusa.

La serotonina dopo il tatuaggio di ieri mi si è impattata addosso come il crollo di una diga, sembravo improvvisamente incapace di provar altro che calma esistenziale. È stato tremendamente doloroso dove ho la pelle più sottile, totalmente innocuo in alcuni punti, ma è stato abbastanza lungo da garantirmi un pomeriggio di meritato down.

Il compleanno di OHHFà è stato bello. Divertente, rilassato, tranquillo. Grazie ad Ale e Fazzi mi sono fatta tante sanissime risate. Ho ammorbidito il mio punto di vista sul biondo, ho riconsiderato molto altre persone. Grandissimi momenti quelli passati al comizio in bagno: tutti a lavarsi le mani e discutere dell'autodistruzione giovanile passando attraverso le mie esperienze di tatuaggio.

Il bello è che in tutto ciò abbiamo tirato dentro tre estranei, che ho prontamente convinto a non tatuarsi mai. Adoro essere poco coerente. 

Zio, essere giovani era bello, quando la musica era emo senza pregiudizi, quando l'hard core graffiava i timpani, quando le magliette vans erano per pochi, quando si parlava la notte senza pensare che la mattina dopo la sveglia suona. Jesus quanto ero giovane quando accompagnavo i miei casini a questa canzone:

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Ho dovuto ascoltare i Pantera per rimettere ordine nei miei pensieri. E non ci sono riuscita.

My hopes are so high that your kiss might kill me. 
So won't you kill me? 
So I die happy. 
My heart is yours to fill or burst, 
to break or bury, or wear as jewelry. 
Whichever you prefer. 

Qualcuno o qualcosa mi aiuti.

Ho fatto un incubo zio, ero te

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È meglio che io mi ricordi come sono quando ho le endorfine in circolo. Giusto perchè oggi ho in circolo solo chimica pura, complice anche il turboscatarramento che ho preso da Cioppi. Il mio secondo nome è "Medici senza frontiere".

Tra l'altra rappresentante dell'asilo che mi dà ordini come fossi la sua filippina e gente che si permette di ergersi sul piedistallo, denigrare e giudicare il lavoro altrui per un puro senso ingiustificato di superiorità, noto come il mio Buddhismo dia frutti. Non ho ancora mandato a fare in culo nessuna delle persone sopra citate, incredibilmente.

Tanto per chiarire: non ho depilato il conto in banca dei miei per ottenere un master supremo in menosità applicata e nonostante ciò mi guadagno onestamente da vivere. Sempre se la contabilità la smette di perdere per strada stipendi e contratti e Francesco smette di credere che io gli dica A quando gli ho detto B. 

Quando i Dogo cantano "ho fatto un incubo zio, ero te" dicevano bene. 

Ho smesso di incazzarmi ferocemente oltre alla semplice constatazione dei fatti. Il centro della mia attenzione si è spostato con la mia nuova spiritualità, sostituendo persino il mio parco bestemmie con una serie di mantra o semplicemente facendo spallucce (non sempre eh, ma ci sto lavorando).

Le persone al 99% non meritano attenzione più di ciò che si conviene per cordialità, il resto è tutto un surplus. Del resto i Dogo recitano versi che qualcuno dovrebbe parafrasare:

Tu sei big in casa, noi big in plaza 
Fai il vip nei siti, noi i vip nella city 

Cambiando argomento, vorrei solo che chi ha ricondizionato il (ex) mio Macbook Air rifletta sulle proprie azioni. Che la contabile della redazione rifletta sulle proprie azioni. Che si possa avere tempo per riflettere sulle proprie azioni tutti noi.

Io domani mattina sono sotto i ferri di Marco per proseguire la coscia. Se non ho il mare, mi tocca ricorrere alla serotonina da tatuaggio.

Attendo la conferma, ma sento che Tenerife it's coming closer.